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Fontana dei Fiumi

Fontana dei Fiumi
Fontana dei Fiumi

1648-51 - La splendida fontana centrale, in massima parte del Bernini, raffigura uno scoglio forato a foggia di grotta, dalla quale escono un cavallo marino ed un leone; ai quattro lati sono le statue dei fiumi: Gange, Nilo, Plata, Danubio Lo scoglio è sormontato da un obelisco alto m. 16, rinvenuto nel circo di Romolo, e leggendovisi i nomi di Vespasiano e Tito, si arguisce che non è originario d'Egitto, ma che fu tagliato sotto quest'ultimo imperatore; secondo alcuni detto obelisco sarebbe quello stesso che era eretto nello Stadio di Domiziano, e perciò sarebbe ritornato al suo luogo d'origine. (Ponti)

'E noto con quale stratagemma il principe Niccolò Ludovisi riuscì ad indurre papa Innocenzo X a scegliere il bozzetto berniniano della fontana, deludendo le speranze del Borromini a cui l'opera doveva essere affidata E il Borromini mal soffrendo il nuovo trionfo del rivale, quando vide i lavori quasi ultimati, si vendicava con l'andar dovunque dicendo che nella nuova fontana l'acqua non comparirebbe mai. Il Bernini riseppe la cosa e cominciò a temer forte di aver commesso qualche sbaglio. Che fece per rimediare? Ricorse ad un abilissimo gioco diplomatico. Prese a far la corte a una fantesca del Borromini, e con la promessa di una buona mancia la spinse a carpire al maestro il geloso secreto Annoiato dalle insistenze di quella donna, un giorno il Borromini le chiese bruscamente:

'Potresti tu respirare senza la bocca?'. 'No certo' rispose quella. 'Quand'è così, l'acqua non comparirà mai'.

La frase, fedelmente riportata al Bernini, fu per lui un lampo rivelatore giacché comprese di aver trascurato di fare nel condotto i necessari sfiatatoi. Corresse l'errore e tacque. Di lì a poche settimane, era il giugno 1651, papa Innocenzo si recò con gran seguito in piazza Navona; ammirò l'opera, lodò la superba mole, restò incantato dinanzi alla vivezza delle sculture, ma siccome l'acqua non era stata immessa nei canali, e il papa sapeva d'una grande difficoltà incontrata per alzare l'acqua (né forse ignorava la fosca previsione del deluso Borromini) in atto di partirsene, disse scherzando, ma un pò ironico: 'Sta tutto bene, ma noi siamo venuti per vedere una fontana, e qui manca l'acqua'. Lo scultore si scusò, ma appena il pontefice si fu volto per andarsene, egli, girando una occulta chiave, fece ad un tratto balzar viva e spumante l'acqua tra gli erti scogli della fonte. Si volse il papa stupefatto e gioì del mirabile spettacolo, mentre tra la folla plaudente, secondo quello che narra il Badinucci, c'era uno, che non rideva, anzi..'. (Blasi)

Guardando la fontana in modo da essere anche di fronte alla chiesa di Sant'Agnese, avremo sul lato destro la statua del Nilo, con il volto velato perché le sorgenti erano sconosciute sulla sinistra la statua del fiume Gange, simbolo dell'Asia. Dal lato opposto, volgendo le spalle alla chiesa di Sant'Agnese, abbiamo sulla destra la statua del Danubio di aspetto un pò più raffinato e curato, dato che rappresenta la colta Europa. Sulla sinistra c'è la statua del Rio de la Plata, e qui il Bernini volle dare l'idea dello stato primitivo e della ricchezza di quelle terre, facendo scolpire delle monete sparse sotto il fianco di questo gigante.

Tra gli animali in marmo scolpiti nella grotta, il cavallo è un attributo del Danubio, il leone del Nilo, ed il tatù, ovvero una sorta di armadillo, è un attributo del Rio de la Plata.

Con la direzione del cavalier Bernini fu abbellita piazza Navona dal Pontefice Innocenzo X, dove risponde, ed ha la sua facciata la chiesa suddetta, il qual Bernini fece alzare sopra un grande scoglio, fatto dall'arte, una guglia, che era nel cerchio di Caracalla. Questa fontana è una delle cose maravigliose di Roma per l'invenzione, e disegno di questo famoso architetto, e scultore.

Sopra il detto scoglio posano quattro grandissime statue di marmo di Carrara, sotto le quali esce da tutte le parti dello scoglio gran copia d' acqua, e rappresentano li quattro fiumi principali del Mondo, che sono il Gange, il Nilo, il Danubio, ed il fiume dell'argento nell'Indie Occidentali.

La statua, che figura il Nilo, è scultura di Giacomo Antonio Fancelli; l'altra, che è il fiu dell'argento, o della Plata, fu scolpita da Francesco Baratta; quella ch' ha il remo da Claudio Francese, e la quarta da Antonio Raggi, ed ognuno fece pompa del suo ingegno, con l'assistenza del cavalier Bernini, che ne fece i modelli. Notabile è anche la fontana, che resta verso la strada della Cuccagna, nel mezzo della quel è una statua in piedi del Bernini stimatissima. Escono dall'acqua della vasca 4 Tritoni fino a mezza vita, eccellenti lavori di Flamminio Vacca, Leonardo da Sarzana, di Silla Milanese, e di Taddeo Landini.

Stradario Romano Dizionario Storico Etimologico-Topografico di Benedetto Blasi edito nel 1923