i Tesori di Roma

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Piazza di Spagna e Trinità dei Monti

SS. Trinità dei Monti | Colonna Dell'Immacolata |
Propaganda Fide |San Giuseppe a Capo alle Case
Vedi anche: Sant'Andrea delle Fratte | il brano di BOURGET

Roma: Piazza di Spagna
Roma: Piazza di Spagna
Roma: La Fontana della Barcaccia
Roma: La Fontana della Barcaccia

Roma: Piazza di Spagna 1

Roma: Piazza di Spagna 6

Roma: Piazza di Spagna 25

Roma: Fontana della Barcaccia 11

Roma: Fontana della Barcaccia 3

Roma: Via Condotti

Roma: Via delle Carrozze 1

Le ggiurisdizzione (G. BELLI)

Le ggiurisdizzione

È un gran birbo futtuto chi sse lagna
de le cose ppiú mmejjo der Governo.
Come! ner cor de Roma cuel’inferno
de le puttane de Piazza de Spagna?!

S’aveva da vedé ’na scrofa cagna
d’istat’e utunno e pprimaver’e inverno,
su cquer zanto cuscino, in zempiterno
a cchiamà li cojjoni a la cuccagna?

Hanno fatto bbenone: armanco adesso
se fotte pe le case a la sordina,
e ccor prossimo tuo come te stesso.

Mo ttutto se pò ffà ccor zu’ riguardo
co cquella ch’er Zignore te distina;
e ar piuppiú cce pò uscí cquarche bbastardo.

G. GIOACCHINO Belli

 
Roma: Palazzo Bernini
Roma: Lapide commemorativa a G.L. Bernini
Roma: Palazzo Tony

Roma: Piazza di Spagna 34

Roma: Palazzo Bernini 1

Roma: Lapide commemorativa a G. L. Bernini

Roma: Via Condotti

Roma: Colonna dell'Immacolata

Roma: Colonna dell'Immacolata 1

Roma: Piazza di Spagna

Roma: Piazza Mignanelli 16b

Colonna dell'Immacolata

la colonna commemorativa del dogma dell'Immacolata Concezione (8 dicembre 1854) ordinata da Pio IX (L. Poletti 1856), agli scultori S. Revelli, C. Chelli, I. Jacometti e A. Tadolini. La colonna sorge su un piedistallo ornato dalle statue di Isaia, Ezechiele, Mosè e David ed in alto la statua della Madonna. Tutti gli anni, in occasione della festività dell'8 dicembre, Roma omaggia, unitamente al Papa, di fiori l'Immacolata.
Nel 600, Piazza di Spagna, che si chiamava di Francia, fu motivo di disputa, a colpi di alabarda ed archibugi, per i diritti su di essa fra l'ambasciatore francese, che aveva le truppe nel convento di Trinità dei Monti e quello spagnolo che la sorvegliava dal palazzo fortezza di Largo Mignanelli. Papa Innocenzo XI, nel 1676, con un decreto abolì i diritti di quartiere, e pone fine alla guerra in piazza, ma l'ambasciatore di Spagna, risiedendo sul posto, fece del suo palazzo il naturale punto d'incontro dell'intero quartiere, una zona franca con un proprio servizio postale, autonomo da quello del Papa. E la piazza si chiamò di Spagna.

Roma: Colonna dell'Immacolata

Roma: Colonna dell'Immacolata nel 1870

Litografia del 1870

Roma: Palazzo di Propaganda Fide

Roma: Palazzo di Propaganda Fide 3

Roma: Palazzo di Propaganda Fide

Roma: Palazzo di Propaganda Fide 2

Palazzo di Propaganda Fide

Periodo Barocco
Il gran collegio di Propaganda Fide cominciato da Gregorio XV fu proseguito da Urbano VIII col disegno del Bernini nella parte, che guarda piazza di Spagna, e perfezionato da Alessandro VII che prese tutta l'isola, e ne fu architetto il Borromini, che fece la bella chiesa, e la facciata avanti ad essa. La chiesa è dedicata ai ss. tre Magi, e nella prima cappella a mano destra è dipinta la Conversione di s. Paolo da Carlo Pellegrini da Carrara, col disegno del Bernini.
Nella seconda s. Carlo, e s. Filippo Neri son di Carlo Cesi: nell'altar maggiore l'Adorazione dei Magi è di Giacinto Gimignani; e di sopra, ove nostro Signore dà le chiavi a s. Pietro, dipinse Lazzaro Baldi.
Dall'altra parte il Crocifisso con altri Santi fu colorito dal detto Gimignani: il quadro ultimo degli Apostoli con le reti è copia dal Vasari: li stucchi sopra l'altar maggiore sono del Fancelli; e la cappelletta su nel collegio è dipinta ad affresco da Gio. Ventura Borghesi.
Gli oranti delle cappelle, e dei quadri della medesima chiesa, già lasciati imperfetti dal cav. Borromini, furono terminati con la direzione, ed assistenza del cav. Francesco Fontana. Vi è una la libereria, e una stamperia stupenda, ricca d'eccellenti caratteri d'ogni lingua più barbara, avendo Clemente XI ottenuta dal Granduca Cosimo III la famosa stamperia Medicea, e fattala da Firenze trasportar quì.

Roma:

Roma: Chiesa di San Giuseppe a Capo le Case 1

Chiesa di San Giuseppe a Capo alle Case

Periodo Barocco
Questo monastero, e chiesa fu fondata per le monache Carmelitane Scalze dal Padre Francesco Soto Spagnuolo dei Padri di s. Filippo Neri, a che concorse D. Fulvia Sforza con altre persone pie.
Fu poi la chiesa rifatta dal card. Lanti, e vi sono pitture, non tanto da considerarsi per la loro bontà, quanto da ammirarsi per averle fatte suor Maria Eufrasia Benedetti, monaca pittrice. Sopra la porta della chiesa è una Madonna, che va in Egitto col Bambino in braccio, e s. Giuseppe, lavoro fatto ad affresco da Tommaso Luini Romano; e la santa Teresa sopra la porta del monastero è opera d'Andrea Sacchi, che avendo patito, fu ritoccata ultimamente da Carlo Maratti.
Nell'altare a mano destra è un quadro con Maria Vergine, che porge una collana d'oro a santa Teresa, dipinto dal Lanfranco.
Quello dell'altar maggiore, dove si vede effigiata Maria Vergine col Bambino, e l'Angelo, che risveglia s. Giuseppe, è opera di Andrea Sacchi; e nell'altro altare è la Natività di Nostro Signore, dipinta da suor Maria Eufrasia, che ultimamente ritoccò le figure della Madonna, e di Gesù.

Le schede informative sono tratte da: Descrizione delle Pitture, Sculture e Architetture esposte in Roma di Filippo Titi stampato da Marco Pagliarini in Roma 1763

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