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IL GHETTO

Il Tempio di Apollo Sosiano
Il Tempio di Apollo Sosiano

Teatro Marcello e Palazzo Savelli, oggi Orsini

Il teatro fu incominciato da Cesare, fu compiuto da Augusto nel 13-11 a.C. e dedicato alla memoria di Marco Claudio Marcello, suo nipote e genero, figlio di sua sorella Ottavia, e marito di sua figlia Giulia, morto non ancora ventenne nel 23 a.C.. Le arcate di peperino innalzate sulla destra, oltre ad assolvere alla funzione di sostegno, danno una ricostruzione fedele dell’architettura che richiama da vicino quella del Colosseo. Il teatro di Marcello è visitabile tramite un permesso.

Sul piano dell' altezza del teatro di Marcello è fondato questo palazzo, che occupa tutta l' area del teatro, e la circonferenza della fabbrica nell' ordine superiore. Fu fatto in questo luogo forse per fortificarvi nelle guerre civili. Sopra la porta della sala è affisso un bassorilievo dell' arco di Marco Aurelio; ed in un lato del cortile sono colonne di granito servite di materiale al muro moderno. In alto è un bassorilievo, che rappresenta quattro gladiatori con elmi, una de' quali è giacente e morto, e gli altri tre si difendono colle loro armi contro una tigre, un orso, ed un leone di bonissima maniera. In anticamera è la famosa statua di Che. Pompilio &c.

Portico di Ottavia

Dalla stessa parte del Circo Flaminio esistono avanzi del portico di Ottavia, che Augusto fece edificare in nome della sua sorella Ottavia 176. Entro lo spazio circoscritto da questo portico stavano due tempj, l'uno dedicato a Giove e l'altro a Giunone; siccome si trova principalmente disegnato nella lapide dell'antica Pianta di Roma antica N. XXIX. che ci rappresenta quasi per intiero questo fabbricato. Per quanto si deduce da Vellejo Patercolo, sembra che questi due tempj coi loro portici particolari, ossiano peristili, siano stati edificati da Metello Macedonio; 177 per cui Vitruvio nel citare per esempio dei Peripteri il primo dei suddetti tempj, lo dice posto nel portico, che in allora probabilmente dal nome dell'edificatore dei tempj, si chiamava ancora di Metello178. Avanti il prospetto di questi due tempj vi stavano le statue equestri che Metello trasportò dalla Macedonia, secondo quanto scrive lo stesso Vellejo, ed il piantato di queste si trova disegnato nel suddetto frammento della antica Pianta di Roma. A S. Angelo in Pescaria si trova esistere la parte di mezzo, che formava l'ingresso principale del recinto di questo portico, composto di sei colonne nelle due fronti; e lungo la via di Pescaria sussistono diverse colonne che componevano la parte meridionale del medesimo portico. In una delle case vicine poi si trovano esistere tre colonne del tempio di Giunone, come pure una piccola parte della cella del tempio di Giove lungo la via della tribuna di S. Maria in Campitelli. Serviva evidentemente questo portico, a motivo della sua vicinanza, per ricovero agli spettatori del teatro di Marcello in caso d'intemperie. Si trova quindi indicato da Plinio che in questo stesso portico vi stava la Scuola e la Curia di Ottavia 179. Nella nominata lapide dell'antica Pianta di Roma questa Scuola pare indicata nella parte posteriore dei detti due tempj, ed in forma semicircolare, siccome al suo uso maggiormente si conveniva. Le due figure quadrangolari che sono segnate nel termine della detta parte semicircolare, l'una avrà evidentemente rappresentata la Curia, e l'altra la Libreria, che da Plutarco e da Dione si dice edificata da Ottavia in onore di Marcello, ed abbruciata sotto Tito 

Fontana delle Tartarughe

Santa Maria in Campitelli

Sant'Angelo in Pescheria

Santa Maria del Pianto