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Chiesa di Santa Bibiana

Chiesa di Santa Bibiana
Chiesa di Santa Bibiana

Via Giovanni Giolitti, 154 - 00185 Roma

Orario
feriali 7.30-10.00 e 16.30-19.30
domenica e festivi 7.30-12.30 e 16.30-19.30
Orario Messe:
Festivi: 8.30-10.00 (invernale)-11.30-18.30
Feriali: 8.00-18.30
Durante la celebrazione della Santa Messa non è possibile visitare la chiesa.
Gli orari possono subire cambiamenti. Si suggerisce di verificare contattando la chiesa. Telefono: 0039 06 4465235

Periodo Barocco

Si trova più oltre la chiesa di Santa Bibiana, che essendo per la sua antichità rovinata, fu nobilmente ristorata da Papa Urbano VIII con una bella facciata, architettata dal cav. Bernini.

La facciata a mano destra dentro la chiesa con diverse istorie di s. Bibiana, e con altri ornamenti, fu colorita ad affresco da Agostino Ciampelli, allievo di Santi di Tito.

Il quadro nella cappelletta da questa banda, con una Santa martire, fu tutto toccato da Pietro da Cortona, essendovene un altro originale, fatto dal medesimo, presso al principe Barberini; e la statua della Santa nell'altar maggiore è una delle opere più celebri, che abbia fatto il Bernini.

Nella cappella, che segue, dipinse una Santa vergine, e martire Agostino suddetto. L'altra facciata, con diversi fatti della Santa medesima, è di Pietro da Cortona, opere assai belle, che vanno in stampa: e una Santa monaca dipinta nel quadro di un altare, è lavoro di Giacomo Verona Fiammingo.

Sotto l'altare è un'urna grandissima d'alabastro orientale di prezzo inestimabile.

Questa vetustissima, ma oggi semiabbandonata chiesa, fu edificata nel secolo V dal papa Simplicio presso la villa e il ninfeo di Licinio. Il vicus ove fu eretta era chiamato Ursus pileatus, probabilmente da qualche ridicola insegna rappresentante un orso colla testa coperta di cappello.

Circa il 682 il papa Leone II trasferì nella chiesa di s. Bibiana, dal cimitero di Generosa ad sextum Philippi (Magliana) ove erano stati sepolti, i corpi dei martiri Simplicio, Faustino e Viatrice. Si attribuisce la prima origine della chiesa ad Olimpina Flaviana, matrona cristiana del secolo IV, ma veramente quest' asserzione non è abbastanza dimostrata; è certo, come abbiamo detto e come pure risulta dal Libro pontificale, che Simplicio papa nel 467 la dedicò. Da Onorio III, nell' anno 1220, fu edificato o riedificato presso quella chiesa un monastero, del quale però non rimangono più tracce.

Chiesa di Santa Bibiana

In piazza Guglielmo Pepe. Sebbene la tradizione voglia che questa chiesa sia stata edificata da Olimpia Flaviana, matrona romana, nell'anno 363, vicino al palazzo Liciniano dove riposava il corpo della martire, pure Anastasio bibliotecario, nella vita di Semplicio racconta che questi la dedicasse alla santa verso l'anno 467. Nel 682 Leone II vi trasferì dal cimitero di Generosa, alla Magliana, dove erano sepolti alcuni martiri, fra i quali Simplicio o Faustina. Nel 1220 Onorio III la restaurò dalle fondamenta, aggiungendovi  un monastero di monache del quale oggi non rimangono tracce. Nel 1627 Urbano VIII (Barberini) incaricò il Bernini di restaurare la chiesa che minacciava rovina, e fu questo il suo primo lavoro di architettura. Questa chiesa si chiamava anticamente ad ursum pileatum, da una bizzarra immagine conservata nel giardino attiguo alla chiesa e rappresentante un orso col cappello, immagine che fu restaurata e in parte rifatta sotto Urbano VIII.

Interno. - È a tre navate, sorrette da otto colonne tolte a edifici pagani. Le pareti superiori della navata centrale sono dipinte con le storie di Santa Bibiana; quelle di destra furono eseguite da Agostino Ciampelli e quelle di sinistra da Pietro da Cortona. Fu anzi questo uno del primi lavori del pittore toscano. A destra: pietra tombale di Onesta Maria che fu abbadessa del monastero fondato da Onorio III e vi morì nel 1423. Altare con un quadro a olio di uno scolaro di Pietro da Cortona. Pietra tombale di donna Viviana de Salvectis (1435). Altar maggiore: statua di Santa Bibiana del Bernini, per la quale ricevette 660 scudi romani. Sotto l'altare: urna d'alabastro contenente i corpi della santa e di sua madre Dafrosa. A sinistra: colonna di rosso antico, alla quale fu legata Santa Bibiana durante il martirio. Pietra tombale di donna Lucia, abbadessa del vicino convento, morta, nel 1310. Altare con un quadro a olio della scuola di Agostino Ciampelli. Pietra tombale del perugino Crispoldo de' Mattei (1420). Nel giardinetto contiguo alla chiesa (per entrarvi bisogna dimandare al sacrestano che vi apra la porta nella parete di sinistra) si conserva ancora una rozza immagine dell'Ursus pileatus che dette il titolo primitivo a questa chiesa. L'orso, restaurato ai tempi di Urbano VIII, nel 1625, rimase intatto fino a pochi anni orsono, quando per incuria di un muratore fu malamente spezzato e non si potè più rinvenirne la testa. Sulla parete esterna della chiesa si conservano traccie degli affreschi che decoravano il portico. È la figura di un pontefice, di stile giottesco sotto al quale il Millini vi lesse ai suoi tempi il nome di Onorio III (1216, Savelli). Pittura importante perchè contemporanea del grande papa riedificatore di Roma.

Diego Angeli - Le Chiese di Roma - Guida Storica e Artistica delle Basiliche, Chiese e Oratori della Città di Roma

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